1. Stock option – definizione e regime fiscale

  2. REGIME FISCALE FORFETTARIO (LEGGE DI BILANCIO 2020)

  3. Il codice della crisi d’impresa può essere un’occasione per un cambio culturale nelle piccole imprese

  4. PER IL RICONOSCIMENTO DELLA RESIDENZA ESTERA PREVALGONO GLI ELEMENTI DI FATTO

  5. IL REVISORE INTERNO NELLE PICCOLE IMPRESE

  6. CENNI SULLA NORMATIVA ANTIRICICLAGGIO

  7. Consigli al piccolo imprenditore su come tenere sotto controllo gli indicatori della crisi

  8. Le successioni e il fisco

  9. Contenzioso fiscale

  10. CODICE DELLA CRISI D’IMPRESA

  11. IL REQUISITO DELLA CONTINUITÀ GESTIONALE SI TUTELA ANCHE CON L’ADOZIONE DI UN “MODELLO ORGANIZZATIVO“ AI SENSI DEL D.LGS 231\2001

  12. LA RESIDENZA FISCALE E LE CONVENZIONI INTERNAZIONALI SULLE DOPPIE IMPOSIZIONI

  13. CHE COSA È IL TRUST

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Consigli al piccolo imprenditore su come tenere sotto controllo gli indicatori della crisi

Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza d.lgs 142019 in vigore dal 1582020, all’art.13 inserisce, per la prima volta in un contesto normativo,  gli indici finanziari allo scopo di evidenziare il grado di sostenibilità dei debiti e delle prospettive di continuità dell’azienda. A questo fine, sono considerati indici significativi quelli che misurano la sostenibilità dell’indebitamento con i flussi di cassa che l’impresa è in grado di generare e l’adeguatezza delle risorse finanziarie proprie rispetto a quelle di terzi. Costituiscono, altresì, indicatori di crisi i ritardi nei pagamenti reiterati e significativi. Il successivo art.24 introduce queste situazioni di ritardo significativo:

  • l’esistenza di debiti per retribuzioni, scaduti da almeno 60 giorni, per un ammontare pari ad oltre la metà dell’importo complessivo mensile delle retribuzioni;
  • l’esistenza di debiti verso fornitori, scaduti da almeno 120 giorni, per un ammontare superiore a quello dei debiti non scaduti;
  • il superamento, per 3 mesi consecutivi, degli indici elaborati dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili ed approvati dal Ministero dello Sviluppo Economico.

Con questo decreto gli imprenditori / amministratori delle PMI sono obbligati  a tenere sotto controllo questi indici. La norma è rivolta a quegli imprenditori/amministratori che non utilizzano lo strumento del controllo di gestione e che non governano la propria impresa sulla base di preventivi, di consuntivi e di analisi finanziarie.
L’imprenditore/amministratore non deve essere il consulente della propria azienda, deve essere però in grado di comprendere questo linguaggio economico-aziendale, al fine di acquisire quelle informazioni utili alle decisioni manageriali.
Preventivi
I bilanci preventivi sono lo strumento base per condurre un’impresa al successo, sono strutturati in un insieme di aree e sottoaree all’interno delle risorse aziendali, le quali sono, a loro volta, distinte in risorse umane, risorse materiali e risorse finanziarie.
Le risorse umane sono rappresentate  organigrammi, disegnati nelle forme più svariate in funzione del settore di attività, dello stile manageriale e del livello professionale dei singoli componenti.
Le risorse materiali sono rilevate attraverso gli inventari periodici da scadenzare periodicamente in intervalli temporali predefiniti.
Le risorse finanziarie rappresentano il nutrimento senza il quale l’impresa non prospera.
Il bilancio preventivo può essere annuale ( budget) o pluriennale ( piano strategico) e definisce le quantità di risorse necessarie per raggiungere gli obiettivi gestionali prefissati.
In una PMI l’imprenditore/amministratore deve conoscere gli obiettivi di ogni micro-area dell’impresa, deve saper leggere i report che informano sugli scostamenti tra i dati preventivi e i dati consuntivi.
Il controllo di gestione prende forma nel momento in cui la valutazione di questi scostamenti producono decisioni gestionali.
Consuntivi
Il bilancio consuntivo è un bilancio che rappresenta in forma analitica tutte le variabili qualitative e quantitative dei conti economici ossia dei costi e dei ricavi. L’aggregazione qualitativa in euro dei conti che compongono il bilancio analitico produce il bilancio ufficiale della società, nella forma richiesta dal codice civile.
Il bilancio di esercizio, elaborato nella forma ufficiale, serve a determinare il risultato dell’esercizio sociale, che può essere un utile o una perdita,  rappresenta la vetrina della società per i terzi e non può essere utilizzato dall’imprenditoreamministratore come supporto alle decisioni manageriali. Anche perché questo bilancio è redatto con riferimento  al 31 dicembre dell’anno precedente e viene approvato dai soci quando il nuovo esercizio sociale è iniziato già da diversi mesi. Come è possibile pianificare la gestione di un anno quando le informazioni di supporto alle decisioni sono disponibili dopo quattrosei mesi dall’inizio dell’anno?
Analisi finanziarie
Le analisi finanziarie dell’azienda si elaborano attraverso vari rapporti numerici, in questa sede esaminiamo solo quelli che misurano la capacità di onorare i pagamenti scadenti nel breve periodo: gli indici di liquidità.
L’indice di liquidità più usato è il rapporto corrente, che si ottiene rapportando le attività correnti (cassa, banche, crediti verso clienti, scorte di magazzino, ecc) alle passività correnti (banche, debiti verso fornitori, scadenze correnti di mutui, salari, imposte, ecc):
rapporto corrente = attività correnti /passività correnti
La condizione ottimale si realizza con risultati superiori ad 1( le attività correnti hanno un saldo maggiore delle passività correnti); se questi sono inferiori ad 1 è vitale per l’azienda indagarne immediatamente le cause.
Un secondo indice di liquidità idoneo per le aziende che hanno scorte di magazzino con una bassa rotazione è il cosiddetto indice di liquidità critica:
(attività correnti – scorte) / passività correnti
Il risultato positivo deve sempre essere superiore ad 1 ed indica, sostanzialmente, le risorse finanziarie che possono essere rapidamente utilizzate per soddisfare le scadenze di pagamento più ravvicinate.
L’imprenditoreamministratore deve conoscere lo stato della liquidità più volte nel corso dell’anno e, in funzione degli indici di liquidità ottenuti deve, se questi sono inferiori ad 1, riscadenzare gli impegni finanziari.

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